Hawaii – Ironman World Championship Daniel Fontana: ‘Non era questa la gara che volevo’

‘Ho una carriera molto lunga alle spalle e non è certo la prima volta che mi trovo a fare i conti con una giornata totalmente negativa in gara. Ad ogni modo quando succede in una finale mondiale la delusione e l’amarezza non possono che essere altissime’.

Queste le parole con le quali Daniel Fontana ha commentato a caldo la gara di sabato a Kona. Protagonista di una frazione di nuoto nel primo gruppone di atleti, qualcosa si è inceppato fin dalle prime pedalate.

‘Già in acqua avevo una nausea forte, che è diventata sempre più insistente in bicicletta, complice forse anche la posizione raccolta della crono. Ho vomitato pochissimi minuti dopo l’uscita dalla T1 e speravo che questo potesse aver sistemato la situazione, ma non è stato così. Avevo le gambe completamente piantate e non c’è stato verso di dare una svolta alla gara’.

Attorno al 60esimo kilometro di ciclismo Daniel ha messo così la freccia e ha abbandonato una gara che non gli è stata amica fin da subito.

‘Non è facile per me commentare la mia performance questa volta. Mi sono presentato a Kona con qualche carenza nella preparazione della frazione run, ma con la convinzione di essere in grado di portare a casa un risultato tecnico che sarebbe andato oltre le aspettative generali. Avevo avuto dei buoni segnali a questo riguardo e sono partito senza fare proclami, ma con la sensazione che si potesse fare veramente bene. Non è stato così e non voglio cercare giustificazioni. Un’occasione persa; questa è la mia reale valutazione oggi di quanto è stato’.

Archiviata la prova hawaiiana e già in volo verso l’Italia, i programmi nella testa di Daniel sono già abbastanza chiari.

‘Sto valutando in queste ore cosa fare esattamente nelle prossime settimane. Diciamo che l’intenzione del pre gara era quella di staccare qualche settimana prima di ricominciare la preparazione per la prossima stagione. Adesso ho altre opportunità da valutare quanto ad appuntamenti agonistici, ma di cui preferisco non parlare ancora. Sicuramente quello che posso dire è che per il prossimo anno gareggerò molto in Italia e riserverò al circuito mondiale long distance solo qualche uscita scelta. Non posso pensare di fare come ho fatto quest’anno con quattro Ironman in una stagione. Questi non sono più ritmi per me compatibili con la tutela dell’integrità fisica e soprattutto con il mantenimento di un elevato standard di performance. Posso ancora gareggiare forte, ma per farlo ho bisogno di dare al mio corpo i giusti tempi di recupero, che non coincidono oggi assolutamente con correre un ironman ogni due mesi e mezzo’.

È poi tempo di ringraziamenti.

‘Per ora sicuramente quello che mi sento di fare è ringraziare tutti quelli che quotidianamente mi sostengono e che in questi anni mi hanno permesso di raccogliere tutto quello che ho raccolto. Inizio per dovere di riconoscenza con la DDS, il mio team, per proseguire poi con tutte le aziende con le quali collaboro da diversi anni e che rappresentano per me oltre che un prezioso supporto, anche un bel terreno di confronto professionale su diverse tematiche inerenti lo sport praticato. Un grazie special va a tutti i tifosi e appassionati che continuano a darmi dimostrazioni di affetto e stima; quando le gare non vanno come vorrei, come è successo qui a Kona, uno dei primi pensieri di scuse va a loro’.

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