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Mar 12

Al rientro alle gare Daniel torna nell’elite mondiale sulla mezza distanza.

IRONMAN 70.3 Bariloche, in Argentina, è la gara che Daniel ha scelto per l’esordio agonistico 2018, dopo oltre quattro mesi di lontananza dalle gare e un periodo di preparazione invernale alle Canarie. In gara tra i favoriti della vigilia con il pettorale numero 3, il campione Ironman italo argentino ha chiuso la propria fatica al sesto posto in classifica. Questo risultato tecnico conferma in suo rientro nell’elite mondiale, ma gli lascia parzialmente amaro in bocca per la certezza di non aver potuto esprimere a pieno l’attuale condizione fisica.

Nella gara frustata da un Terenzo Bozzone, forte specialista neozelandese portacolori del Team Bahrain, che solo sei giorni prima ad Ironman New Zeland ha stupito tutti con un 7.59’57” sulla full distance, Daniel è stato vittima di una forte ipotermia nella frazione bike, che na ha di molto condizionato la performance.

Uscito dall’acqua secondo a ridosso del brasiliano Amorelli, Daniel si è subito portato in testa alla corsa insieme a Bozzone nella frazione ciclistica. La pioggia, le basse temperature e il forte vento, lo hanno però portato a subire le conseguenze di una forte ipotermia dopo una ventina di chilometri sui pedali.

‘E’ stata una giornata molto sfortunata quanto a meteo – ha commentato Daniel ai microfoni ufficiali al termine della gara -. Lo spostamento in avanti di un’ora della partenza per fuggire un po’ il maltempo ne è evidente segno. Molti atleti ne hanno pagato dazio, sia tra i professionisti che tra gli amatori. Io sono molto tirato fisicamente in questo momento e probabilmente la scarsa percentuale di grasso corporeo mi ha penalizzato. Stavo molto bene in acqua, ma tolta la muta, con il body bagnato, la pioggia e il vento freddo sono incappato negli esiti di un’ipotermia in bicicletta attorno al ventesimo chilometro della seconda frazione. Ero con Bozzone in quel momento e il ritmo mi sembrava sostenibile. Ho però iniziato ad avere tremori ed irrigidimento alle braccia e alle gambe e nei settanta kilometri che mi rimanevano ho passato un calvario. Mi sono dovuto fermare due volte e sceso dalla bici in T2 le gambe erano legnose. Ho iniziato a recuperare buone sensazioni e a correre discretamente gli ultimi 6 km di gara, ma i giochi ormai erano fatti’.

Un sesto posto di cui il campione italo-argentino non può certo lamentarsi, ma che gli lascia l’amaro in bocca per una prova nella quale sentiva di poter cogliere un altro tipo di risultato.

‘Non nego che mi sono presentato sulla linea di start con l’obiettivo di un podio tutt’altro che inaccessibile. Sto bene, i riscontri in allenamento sono stati buoni nell’ultimo periodo e la starting list era alla portata di una medaglia per me. Non posso certo lamentarmi di un sesto posto in una gara di questa portata, ma la soddisfazione piena sarebbe arrivata solo con una medaglia al collo questa volta’.

Daniel rientrerà in Italia martedì e giovedì ripartirà per la Toscana per un periodo di training in vista delle prossime gare. Lo aspetta il Chia Sardina 70.3 a fine Aprile e sta valutano in queste ore la partecipazione ad un altro importante evento del circuito mondiale qualche settimana prima.

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Mar 9

È pettorale n.3 ad Ironman 70.3 Bariloche nella sua Argentina

IRONMAN 70.3 Bariloche, in Argentina, è la gara che Daniel ha scelto per l’esordio agonistico 2018, dopo un periodo di preparazione invernale alle Canarie e in vista dei prossimi impegni agonistici di stagione. Il campione Ironman italo argentino sarà infatti al via con il pettorale numero 3 nella prima edizione di questa gara del circuito mondiale sulla mezza distanza e dovrà vedersela con atleti che hanno già dato prova di ottima condizione nelle recenti uscite agonistiche.
Primo fra tutti lo aspetta sulla starting line Terenzo Bozzone, il forte specialista neozelandese portacolori del Team Bahrain, che la scorsa settimana ad Ironman New Zeland ha stupito tutti con un 7.59’57” sulla full distance, che gli è valso il record di gara. Insieme a Bozzone, il brasiliano Igor Amorelli, Tj Tollakson, Oscar Galindez e Mario De Elias possono essere atleti molto temibili in ottica di classifica, soprattutto perché la maggior parte di loro arriva da mesi di stagione agonistica piena nell’emisfero caldo.

La gara:

La frazione natatoria di gara prevede 1900 metri su unico giro nelle acque cristalline del lago di Moreno. Usciti dalla T1 toccherà ai 90 km di una frazione ciclistica tutt’altro che scontata, con un multi lap da ripetere due volte con 1100 metri di dislivello positivo. I 21 km della frazione podistica si giocheranno anche qui su un anello da ripetere due volte e mezza, lungo un tracciato non semplice ma sostanzialmente pianeggiante.

Parola di Daniel:

‘San Carlos de Bariloche è un luogo speciale, meraviglioso, circondato da una natura spettacolare tra foreste millenarie, cime innevate e laghi cristallini. Credo possa rappresentare l’immagine che l’ideale collettivo ha della Patagonia. Si trova ai piedi delle Ande, all’interno del Parco Nazionale Nahuel Huapi, nella provincia del Rio Negro; una di quelle nelle quali ho maggiormente gareggiato da ragazzo. Sono molto emozionato all’idea di tornare a gareggiare qui dopo tanti anni. Mi sono preparato per questa gara con 15 giorni in febbraio al caldo di Lanzarote e poi ho tentato di completare al meglio la preaparzione a Milano nonstante il tempo ci abbia riservato non poche sorprese nelle ultime settimane e le temperature siano state tutt’altro che concilianti. Sarò in gara con il pettorale numero 3 contro avversari che nelle ultime settimane hanno fatto vedere cose notevoli e che arrivano da mesi di stagione agonistica nell’emisfero caldo. Questo non mi preoccupa eccessivamente, comunque. Questa per me è una gara di rientro per cominciare ad assaggiare i ritmi agonistici dei migliori atleti e settare la gamba sulle giuste frequenze per le prossime gare. Dopo questa uscita andrò in Toscana per un ulteriore stage di preparazione e sarò al via il 28 aprile al Chia Sardina 70.3 e al Garmin We Tri dei primi di giugno. Comunque facciamo una cosa alla volta; adesso penso a domenica; il resto lo vedremo dopo’.

Per chi desideri seguire la gara, è possibile farlo direttamente dal sito ufficiale ironman.com o accedendo domenica mattina dal pulsante sotto. La gara elite maschile partirà alle 9.00 di mattina ora argentina, ovvero alle 13.00 ora italiana.

Segui quì l’evento live domenica
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Ott 17

‘Ho una carriera molto lunga alle spalle e non è certo la prima volta che mi trovo a fare i conti con una giornata totalmente negativa in gara. Ad ogni modo quando succede in una finale mondiale la delusione e l’amarezza non possono che essere altissime’.

Queste le parole con le quali Daniel Fontana ha commentato a caldo la gara di sabato a Kona. Protagonista di una frazione di nuoto nel primo gruppone di atleti, qualcosa si è inceppato fin dalle prime pedalate.

‘Già in acqua avevo una nausea forte, che è diventata sempre più insistente in bicicletta, complice forse anche la posizione raccolta della crono. Ho vomitato pochissimi minuti dopo l’uscita dalla T1 e speravo che questo potesse aver sistemato la situazione, ma non è stato così. Avevo le gambe completamente piantate e non c’è stato verso di dare una svolta alla gara’.

Attorno al 60esimo kilometro di ciclismo Daniel ha messo così la freccia e ha abbandonato una gara che non gli è stata amica fin da subito.

‘Non è facile per me commentare la mia performance questa volta. Mi sono presentato a Kona con qualche carenza nella preparazione della frazione run, ma con la convinzione di essere in grado di portare a casa un risultato tecnico che sarebbe andato oltre le aspettative generali. Avevo avuto dei buoni segnali a questo riguardo e sono partito senza fare proclami, ma con la sensazione che si potesse fare veramente bene. Non è stato così e non voglio cercare giustificazioni. Un’occasione persa; questa è la mia reale valutazione oggi di quanto è stato’.

Archiviata la prova hawaiiana e già in volo verso l’Italia, i programmi nella testa di Daniel sono già abbastanza chiari.

‘Sto valutando in queste ore cosa fare esattamente nelle prossime settimane. Diciamo che l’intenzione del pre gara era quella di staccare qualche settimana prima di ricominciare la preparazione per la prossima stagione. Adesso ho altre opportunità da valutare quanto ad appuntamenti agonistici, ma di cui preferisco non parlare ancora. Sicuramente quello che posso dire è che per il prossimo anno gareggerò molto in Italia e riserverò al circuito mondiale long distance solo qualche uscita scelta. Non posso pensare di fare come ho fatto quest’anno con quattro Ironman in una stagione. Questi non sono più ritmi per me compatibili con la tutela dell’integrità fisica e soprattutto con il mantenimento di un elevato standard di performance. Posso ancora gareggiare forte, ma per farlo ho bisogno di dare al mio corpo i giusti tempi di recupero, che non coincidono oggi assolutamente con correre un ironman ogni due mesi e mezzo’.

È poi tempo di ringraziamenti.

‘Per ora sicuramente quello che mi sento di fare è ringraziare tutti quelli che quotidianamente mi sostengono e che in questi anni mi hanno permesso di raccogliere tutto quello che ho raccolto. Inizio per dovere di riconoscenza con la DDS, il mio team, per proseguire poi con tutte le aziende con le quali collaboro da diversi anni e che rappresentano per me oltre che un prezioso supporto, anche un bel terreno di confronto professionale su diverse tematiche inerenti lo sport praticato. Un grazie special va a tutti i tifosi e appassionati che continuano a darmi dimostrazioni di affetto e stima; quando le gare non vanno come vorrei, come è successo qui a Kona, uno dei primi pensieri di scuse va a loro’.

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Ott 11

Nell’alba hawaiana di sabato 14 ottobre Daniel sarà al via della sua quinta finalissima mondiale Ironman a Kona. Dopo una stagione nella quale il portacolori della DDS ha raccolto molte soddisfazioni, la prova di Kona è sicuramente un epilogo desiderato e pienamente guadagnato. Daniel quest’anno è infatti stato il primo atleta a segnare di diritto il proprio nome sulla starting list di questa grand final e a garantirsi un posto di rilievo tra il gotha internazionale della multidisciplina.

In questi giorni Daniel si trova già a Kona per il dovuto acclimatamento e per dare al suo corpo l’occasione di metabolizzare le 12 ore di fuso orario rispetto all’Italia. Daniel ha già preso parte i giorni scorsi alla tradizionale Ho’ala SWIM 2.4 Miles, la gara di nuoto che si disputa sul percorso della frazione di gara nella quale si è trovato a fare i conti con quelli che saranno gli avversari più quotati del fine settimana e che gli ha dato un positivo riscontro.

‘Si tratta di una gara di nuoto che i pro e gli Age Group disputano qui a una settimana di distanza dalla finale Ironman. Si parte sempre tutti con un sorriso scanzonato sulle labbra per dissimulare un po’, ma la verità è che già non si fanno prigionieri e tutti gli atleti danno il meglio di se in una prova che diventa tutt’altro che una scampagnata. Io non mi sono tirato indietro e ho testato la condizione nel nuoto. Il crono e la classifica mi hanno dato la conferma di una condizione in acqua che sapevo già essere buona quest’anno.
Conosco bene la frazione natatoria di questa gara e non la temo. La zona di partenza si trova in un punto di costa tra Kailua Bay e il porto e ogni anno l’organizzazione traccia la frazione con diversi giorni d’anticipo per dare a tutti la possibilità di provarla più volte. Sabato mattina la partenza sarà data alle 6.35 con il tradizionale colpo di cannone che da inizio alla bagarre e simbolicamente saluta il sole che in quel momento sta sorgendo sulla linea d’orizzonte oceanico’.

I primi a partire sabato saranno proprio gli uomini Pro e Daniel dovrà percorrere a nuoto un unico giro in senso orario su un tracciato rettangolare orientato perpendicolarmente alla costa, verso il largo. Come ogni anno sarà vietato l’uso della muta per le temperature dell’acqua sempre al di sopra dei 25 gradi.

‘In questi giorni ho provato più volte anche diverse parti del tracciato ciclistico. Proprio domenica scorsa ho fatto insieme ad alcuni amici un centinaio di km in direzione della Kuakini Highway, la strada lungo la quale parte la frazione ciclistica. Quello ciclistico qui a Kona è un tracciato tutt’altro che semplice, nonostante un dislivello piuttosto contenuto. Si pedala quasi interamente tra campi di lava, immersi in un paesaggio desertico quasi lunare, fatta eccezione per una trentina di km nei pressi di Hawi, dove la strada inizia a salire leggermente e la vegetazione si fa molto più fitta. Il vero problema in bicicletta qui è il vento. L’ultima volta che ho partecipato a questa gara, ricordo che il vento piegava fortemente le palme a bordo strada. Solitamente nelle prime ore del mattino questo fenomeno è abbastanza contenuto, ma con il crescere della temperatura gli spostamenti d’aria si fanno importanti e in bicicletta una grande fatica è inevitabile. Io ho la fortuna di avere parecchia dimestichezza con il vento in bici perché in Patagonia è una costante, ma per molti atleti questo può essere un grande ostacolo’.

A preoccupare maggiormente Daniel in queste ore sono gli ultimi 42km di corsa della terza frazione. A causa di un infortunio che lo ha condizionato più volte durante la stagione, Daniel è arrivato a Kona con pochi kilometri nelle gambe e con qualche punto di domanda circa la performance podistica.

‘Purtroppo arrivo a questa finale mondiale con solo tre settimane consecutive di lavoro sulla frazione run. Una lesione alla fascia sovrastante il soleo mi ha tenuto ai box con la corsa per oltre un mese prima di venire qui, mettendo anche in realtà a repentaglio la partecipazione a questa finale. Grazie ad un lavoro molto attento dello staff fisioterapico cui mi affido, siamo riusciti a recuperare in corner la situazione, ma questo mi ha obbligato a ridurre drasticamente tempi e volumi della preparazione della frazione podistica. Ho cercato di sopperire con un adeguato carico nelle altre due discipline, per potermi permettere di arrivare in T2 con una freschezza sufficiente a gestire nel migliore dei modi la maratona. L’ultima frazione qui a Kona è veramente molto impegnativa. Lasciato il centro cittadino, i primi 20km sono forse i meno difficili; un lungo bastone avanti e indietro in direzione sud. Si corre su un tracciato leggermente ondulato lungo la Ali’i Drive con un vento leggero e a tratti confortante. Il punto cruciale di questa frazione inizia però con l’imbocco della Queen Ka’ahumanu Highway. Da qui non c’è più tregua dal sole e dal forte caldo e con il passaggio nei pressi dell’Energy Lab si raggiunge l’ultimo giro di boa. Questo per me sarà un punto fondamentale; un punto nel quale fare appello più alla determinazione e alla forza di volontà, che ad altro. Ci sarà da stringere i denti e trovare le energie per percorrere gli ultimi 15 km e tagliare il traguardo di questa ambitissima finale mondiale, portando a casa il miglior risultato possibile’.

Non è comunque tempo di pensare al futuro per Daniel in questi giorni.

‘Sono molto concentrato su questa gara e sul risultato tecnico che ne verrà. Ho cercato questa qualificazione con determinazione e l’ho ottenuta nel primo scaglione di atleti ammessi grazie al valore tecnico delle performance raccolte quest’anno nel circuito mondiale. Sono l’atleta con più anni in gara, ma questo per me non è assolutamente un alibi per risparmiarmi o immaginare posizioni di rincalzo in classifica. Sarò al via come sempre per vendere cara la pelle e per mettere in difficoltà i miei avversari. Quanto al futuro, è una delle domande che più di frequente mi vengono rivolte in questi giorni. Quanto la sento sorrido. Per me il futuro arriva fino a sabato per ora, tutto il resto lo valuterò da domenica in avanti. Non ho intenzione di concludere la mia carriera con questa gara; solo forse potrei rivedere gli obiettivi, riducendo un pochino la partecipazione a gare su distanza ironman. Come ho più volte detto, quella per la lunghissima distanza è una preparazione molto logorante per il corpo e non so se voglio continuare a stressare il mio organismo con carichi tanto elevati. Sicuramente i mezzi faranno parte dei miei calendari agonistici per il 2018, ma nell’agenda delle mie giornate troveranno sempre più spazio anche altre attività professionali legate allo sport, ma non strettamente legate a quello praticato. Ad ogni modo vedremo, non è questo il momento per distogliere l’attenzione dalla gara pensando ad altro. Io sono abituato a fare una cosa per volta e a cercare di farla nel migliore dei modi possibili’.

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Giu 15


Mancano pochi giorni alla settima edizione di IRONMAN 70.3 Italy Pescara e Daniel Fontana si prepara a tonare in gara nel massimo circuito mondiale di triathlon long distance. Domenica 18 giugno alle ore 9.00 partirà infatti dal litorale pescarese uno degli eventi long distance più conosciuti del nostro Paese e l’atleta di DDS Triathlon Team sarà al via per la caccia alle medaglie più prestigiose.

La gara vedrà ai nastri di partenza insieme a Daniel, qui già vincitore delle prime due edizioni dell’evento, anche Alessandro Fabian, all’esordio sulla distanza, Alberto Moreno Molins, sul podio nel 2014 e il forte atleta francese Cyril Viennot, oltre ad altri atleti di grande curriculum agonistico come Ivan Risti, Andrej Vistica, Bertrand Billard.

‘Ho scelto di prendere parte a questa gara perché si tratta di un evento molto prestigioso e al quale mi legano ricordi estremamente cari. Qui ho vinto le prime due edizioni, quando l’approdo del circuito Ironman in Italia era al proprio esordio. Da atleta professionista, poi, giro il mondo da sempre e credo sia giusto rendere onore alle manifestazioni organizzate nella terra nella quale si vive. Queste sono solo alcune delle ragioni per le quali ho scelto di gareggiare ad Ironman 70.3 Italy Pescara e sono felice di potermi confrontare con una starting list tanto prestigiosa’.

Sabato vieni a provare il nuoto a Pescara con TYR e Daniel Fontana

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Daniel Fontana e TYR invitano tutti gli atleti il giorno precedente la gara per una speciale familiarizzazione con la frazione natatoria.
L’appuntamento, aperto con libero accesso per tutti coloro i quali desiderino prendervi parte, è per sabato mattina alle 10.00 alla fontana Nave di Cascella in Piazza Primo Maggio a Pescara; appuntamento quindi fronte mare, proprio nei pressi della partenza della frazione natatoria della gara, con muta a portata di mano, per provare parte del nuoto della prova pescarese e ricevere da Daniel e TYR tutti i consigli strategici per affrontare nel migliore dei modi il nuoto della gara dell’indomani. Chiunque avesse necessità dei prodotti TYR per la prova natatoria o anche per la gara, li può trovare allo stand ufficiale TYR situato in zona Expo.

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Apr 28


A sole 27 miglia a nord di Houston, The Woodlands ha ospitato sabato l’Ironman North American Championship. Daniel Fontana ha scelto questa gara per cercare di guadagnare gli ultimi punti necessari alla qualifica per la finalissima di Kona del prossimo ottobre. Nonostante una starting list con nomi come Matt Hanson, Jordan Rapp, Matthew Russel, Ronnie Schildknecht, Paul Ambrose, Tyler Butterfield, Andrew Starykowicz, David Plese, Harry Wiltshire, Will Clarke  e moltissimi altri, Daniel è riuscito ancora una volta a mettere un piede nell’olimpo mondiale del triathlon long distance, confermandosi atleta d’esperienza e soprattutto riuscendo a non sbagliare il colpo e a centrare, ancora una volta in carriera, un obiettivo prestigioso di classifica.

La cronaca di gara
In gara James Capparell è l’atleta più forte nella frazione di nuoto, immediatamente seguito da Harry Wiltshire. Il gruppo però non è lontano da loro e Daniel si porta in T1 in quinta posizione, con un’ottima prestazione a nuoto. La frazione ciclistica è un monologo incredibile di Andy Starykowicz, che prende il controllo della gara per tutti i 180 km in sella, costruendosi un vantaggio sugli inseguitori che raggiunge gradualmente i 14 minuti all’ingresso in T2.  È una performance sorprendente quella di Starykowicz, che fa segnare il record mondiale Ironman di split bike. I più vicini a lui ad inizio frazione run sono Tyler Butterfield e Matt Hanson, con un gruppo più fitto di inseguitori circa 18 minuti dietro. La frazione ciclistica per Daniel è condotta ad alti ritmi, ma sempre in controllo, per evitare di subire un eventuale contraccolpo nella maratona finale. A 10 miglia dalla conclusione della frazione, il cambio elettronico della bici di Daniel inizia a dare qualche segno di cattivo funzionamento e lui si vede costretto a fermarsi un paio di minuti per risolvere il problema meccanico. Il suo ingresso in T2 è in 15esima posizione, con circa 5’ di distacco dagli atleti che immediatamente lo precedono. Mentre in testa Matt Hanson e Ronnie Schildknecht recuperano Starykowicz, che finisce per abbandonare la gara e Tyler Butterfield va a prendersi l’ultimo posto sul podio, Daniel conduce una maratona regolare, corsa su buone frequenze. La corretta gestione delle forze gli consente di recuperare di corsa diverse posizioni e di portarsi sulla finish line in 11esima piazza con un grande crono  di 8h13’14”, nonostante i preziosi minuti persi in bici. Quella di Ironman Texas è per Daniel un’ulteriore conferma di forma e un passo avanti verso la qualifica finale per il mondiale a Kona.

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Parola di Daniel:

‘E’ stata una gara molto molto combattuta, ma questo lo sapevo benissimo quando ho scelto di mettermi in gioco quì in Texas. Per fare cose importanti non ci si può sottrarre ai confronti che possono incutere maggiori timori. C’è un tempo per l’astuzia e la strategia di gara e c’è un tempo invece per mettersi fortemente in gioco, senza sconti. Io cercavo un confronto con i migliori al mondo e questa gara era l’occasione migliore possibile per riuscirci. Ho scelto di gareggiare quì in Texas perché un piccolo infortunio mi ha impedito di essere al via il mese scorso in Sud Africa e solo questa era una gara qualitativamente paragonabile a quella. Le cose sono andate molto bene, anche se ho qualche rammarico per il guasto al cambio elettronico che a 10 miglia dalla fine della frazione bike mi ha costretto ad uno stop. Però per abitudine difficilmente sono propenso ad imputare a cause esterne dei deficit di risultato. Senza quello stop forse un ottavo o nono posto sarebbe stato alla portata, ma a fare la storia sono le classifiche e non i ‘se’. Questo piazzamento mi consente di recuperare ulteriori punti per la finale mondiale Ironman alle Hawaii, ma me ne servono ancora 500 circa per essere tranquillo. In questi giorni cercherò di recuperare a pieno le forze e ne approfitterò per pianificare i prossimi appuntamenti agonistici’.