Ad IM Taiwan: capolavoro Fontana

L’italo argentino, due volte olimpico e detentore della migliore prestazione all time sulla distanza ironman, centra la terza vittoria di carriera nel maggior circuito mondiale long distance e si conferma il triathleta più vincente nella storia del triathlon italiano.

Non smette di stupire Daniel Fontana, ormai prossimo ai 43 anni, centrando ancora una volta una strepitosa vittoria ad Ironman Taiwan. Dopo due settimane trascorse in Asia per prendere parte ad un fitto calendario di eventi promozionali per il triathlon, Daniel mette una nuova straordinaria pietra nella sua già ricchissima carriera internazionale.
Dopo un anno intenso per la nascita di un figlio e la rinuncia ad inseguire la qualifica per il mondiale hawaiano 2018, Fontana ha scelto con intelligenza di pianificare la propria stagione agonistica per strappare al più presto il biglietto per IM Kona 2019. La scelta è stata strategica e il campione italo argentino è riuscito infatti proprio a Taiwan a bissare il successo che già aveva colto nel 2016 e a staccare così, con ampissimo anticipo, il pass per la finalissima mondiale del prossimo anno. Questa straordinaria conferma arriva a pochissimi mesi dall’imminente compimento del suo 43esimo compleanno, a testimonianza della straordinaria longevità di un atleta che in carriera ha raccolto, più di chiunque altro, grandi successi internazionali.

Parola di Daniel:
‘Si è conclusa da pochissimo questa prova e posso dire di aver sofferto come forse mai in un’altra gara di carriera; ma sono straordinariamente felice. Questo evento è già molto duro di per sè per il clima caldo e umido che caratterizza questa terra; oggi i giochi si sono fatti ancora più difficili per un vento fortissimo che ha fatto propendere l’organizzazione per un drastico accorciamento della frazione natatoria. Ho temuto fortemente che questo potesse condizionare la gara, ma per fortuna le cose sono andate per il meglio. Dopo una gara tiratissima, sono andato in crisi durante la frazione di corsa, ma non mi sarei mai permesso una resa. Volevo questa vittoria e ci pensavo da mesi. Ho ormai 43 anni e so bene che competere con i livelli più alti dell’elite mondiale per me diventa ogni stagione più difficile. Sono stato intelligente nella scelta della gara; sapevo che con tutti i big a Kona in questi giorni, avrei potuto trovare quì a Taiwan una gara meno proibitiva; la starting list della vigilia non mi dava comunque nessuna certezza a riguardo. Gli atleti sulla linea di partenza potevano essere molto temibili. Ho gestito al meglio la prova, con intelligenza e lungimiranza. Ho impostato una strategia nutrizionale particolare con l’equipe di Enervit, che mi ha permesso di non avere cali di rendimento e che si è rivelata determinante. Tutto il resto l’hanno fatto le gambe, la pellaccia dura di un 43enne che ne ha passate tante con un pettorale addosso e una disperata voglia di tagliare per primo quel traguardo. A testimonianza che non si può smettere di ‘avere fame’ se si vuole puntare alto. Sono partito da casa due settimane fa’ dicendo a mio figlio appena nato che il prossimo anno lo avrei portato a Kona e ho fatto di tutto per mantenere la promessa; più di quanto veramente avessi oggi nelle gambe e nel motore. I riscontri cronometrici comunque parlano oggettivamente di una prestazione tecnica di ottimo valore e di questo non posso che essere comunque orgoglioso. La gara di oggi per me è, a questo punto, veramente una grande svolta. Ho progetti professionali importanti per l’anno che sta iniziando e non mi riferisco strettamente allo sport praticato. Tra 12 mesi esatti sarò di nuovo a Kona, per l’ennesima volta in carriera e l’anno che mi separerà da quella gara sarà un anno dedicato interamente al triathlon come movimento. Metterò la mia esperienza e la mia immagine al servizio dello sviluppo e della promozione di questo sport, per far si che sempre più persone possano conoscerne il fascino e possano iniziare o continuare a praticarlo nel modo più corretto e salutare. I progetti nei quali sono coinvolto sono molti e molto ambiziosi. Ho veramente voglia di vivere il triathlon ad alto livello, ma non più solamente con un pettorale addosso. Questo sport mi ha dato tantissimo e mi ha permesso di raccogliere in carriera tutte le soddisfazioni che nemmeno avrei potuto immaginare quando l’ho iniziato. Per questo devo dire grazie alle scelte compiute negli anni; scelte fatte in nome dell’umiltà, della salute, della misura, della correttezza etica e del rispetto per il mio corpo e per tutti i professionisti che in più ambiti mi sono stati accanto. Diciamo che se dovessi fare un bilancio oggi di tutto quello che è stato, non potrebbe che essere un bilancio fortemente in attivo. Per ora mi fermo quì. Mi godo queste ore. Dal rientro in Italia passerò qualche giorno in famiglia per ritemprare le energie fisiche e quelle mentali e poi sarò di nuovo in viaggio verso altri traguardi, sicuramente nuovi, ma non certo meno ambiziosi di quelli che mi sono posto fin oggi’.

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